Una mattina al museo (con qualche problema di comunicazione)

Recentemente ho visitato il Museo Preistorico Pigorini , una visita interessante che, però, avrebbe potuto essere indimenticabile con qualche miglioramento alla comunicazione.

Questo post non vuole essere una lamentela, ma uno spunto di riflessione; infatti nessuno è infallibile e si può sempre migliorare, anche con l’aiuto dei nostri utenti e clienti.

È con spirito costruttivo che faccio quindi le mie osservazioni:

  1. Biglietteria poco funzionale (da un lato all’altro del vetro di protezione non si riusciva a sentire l’addetto, né lui riusciva a sentire noi)
  2. Cartelli di orientamento (entrata, uscita, toilettes ecc.) quasi assenti, ho aiutato più di un visitatore disorientato
  3. Cartelli esplicativi dei reperti poco leggibili (caratteri blu su fondo rosa e bianco), alle volte troppo lontani per poter essere letti (vedi foto a destra) e solo in italiano
  4. Testi esplicativi antiquati, privi di qualsiasi accenno di storytelling, anche se l’argomento preistoria si presta molto alla narrazione e affascina molte persone, bambini compresi
  5. Schede in inglese appese sotto i cartelli con una catenella corta, scritte in caratteri piccolissimi e, inspiegabilmente, solo sulla metà verticale di un foglio A4; perché non si sia usato tutto il foglio è davvero un mistero
  6. Cartelli esplicativi dei reperti simili a voci di inventario (probabilmente pensati solo per gli studiosi) in posizioni decisamente scomode per la consultazione
  7. Mancanza quasi totale di multimedialità
  8. Mancanza totale di audioguide o app per smartphone
  9. Non ci sono aree pensate per i bambini, come possiamo avvicinare i più giovani alla cultura in questo modo?
  10. Non è presente un bar interno, anche se lo spazio non manca
  11. Il negozio del museo era chiuso di sabato mattina!!
  12. Da molto tempo la bacheca contenente le ricostruzioni degli uomini preistorici è priva di illuminazione (la guida ha dovuto usare il suo cellulare per ovviare)

Migliorando l’organizzazione, la comunicazione e aggiungendo un po’ di pubblicità mirata il museo, a mio avviso, potrebbe attrarre molti più visitatori di ogni fascia di età.

Gli strumenti  per trovare i fondi non mancano: crowdfunding, fundraising, sponsor privati ecc., è davvero triste che nessuno se ne occupi, nemmeno le associazioni che propongono attività per i bambini all’interno del museo.

Aggiungo qualche informazione sul Museo Pigorini da Wikipedia (vedi link), magari a qualcuno verrà voglia di fare una visita.

Nella parte dedicata alla preistoria esistono importanti reperti del Lazio preistorico, come la ricostruzione con pezzi originali di una porzione di paleosuperficie del giacimento del Paleolitico inferiore di Castel di Guido, il calco del cranio neanderthaliano della Grotta Guattari al Circeo (l’originale è custodito in una sala non accessibile al pubblico), industrie litiche, resti di fauna pleistocenica e manifestazioni artistiche paleolitiche provenienti dalla Grotta Polesini.

 

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